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Monitoraggio dell'attività solare negli ultimi 12.000 anni 


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                                VARAZIONI DELL'ATTIVITA' SOLARE NELL'ULTIMO MILLENNIO
Vengono di seguito riportate, in ordine cronologico, le variazioni più importanti dell'attività solare negli ultimi mille anni.
 Minimo di Oortdal 1040  al 1020
 Massimo Medioevaledal 1100 al 1250
 Minimo di Wolfdal 1280 al 1350
 Minimo di Spoererdal 1450 al 1550 
 Minimo di Mauderdal 1645 al 1715
 Minimo di Daltondal 1790 al 1850
 Massimo dell'era modernadal 1920 al 2003

  

 Informazioni sull'attuale ciclo 24  

Sole di nuovo in bianco, il clima forse sta mutando

Il 2009 entra nella top ten degli anni con meno macchie. La debole attività magnetica odierna non è eccezionale, ma le temperature terrestri potrebbero comunque imboccare un trend discendente 

Bibliografia
I.G. USOSKIN, A History of Solar Activity over Millennia, «Living Reviews in Solar Physics», vol. 5, n. 3 (2008), pp. 1-87.

Il ciclo 24 ha iniziato il lungo cammino verso il massimo, previsto nella primavera del 2013, ma con un trend del tutto diverso rispetto al XX secolo. Con quali conseguenze sul clima? A parere di alcuni le temperature sono destinate a diminuire, ma le tentazioni catastrofiste sono, ancora una volta, all'ordine del giorno.

immagine articolo 16743

Il Tamigi ghiacciato durante il Minimo di Dalton (1798-1823), un'altra fase di quiescenza solare che coincise con un raffreddamento del clima terrestre. È tuttavia oggetto di discussione se quella diminuzione delle temperature sia da imputare al Sole, oppure alla notevole attività vulcanica che contraddistinse il periodo. Secondo alcuni siti americani, il ciclo 24 avrebbe aperto la strada a un nuovo, rilevante minimo solare, i cui effetti climatici dovrebbero amplificarsi dopo il 2020 (fonte dell'immagine: www.motls.blogspot.com)

Stefano Di Battista: 02-12-2009 ore 08:14

Con RI 4,2 novembre è risultato il terzo consecutivo mese di relativa attività magnetica, la più elevata dal marzo 2008. Il Sole conferma così il dipanarsi del ciclo 24, dopo il minimo matematico raggiunto nel dicembre 2008. Com'era da attendersi, anche il numero di giorni senza macchie è andato lievemente diminuendo: novembre ne ha registrati 16, e in questo modo il totale degli undici mesiIl ciclo 24 sta cominciando a mostrare la sua vitalità ma, com'è tipico d'una fase solare moderata, i giorni senza macchie continuano a manifestarsi con una certa regolarità. Se l'attività magnetica, dopo il Grand maximum del XX secolo, è tornata ai livelli del Minimo di Damon (1856-1913), come il trend dello Smoothed sunspot number sta confermando, gli spotless days dovrebbero punteggiare la ripresa anche nel 2010 e oltre. Per quanto riguarda l'anno che si va concludendo (i dati definitivi saranno resi noti solo nel prossimo semestre), il numero di giorni senza macchie ha sfiorato il pur ragguardevole totale del 2008, raggiungendo la quinta posizione dal 1849. Ecco il quadro:
1913 311 spotless days
1901 287
1878 280
2008 265
2009 263 

 Ora che il cammino verso il massimo ha avuto inizio, si discute sui tempi in cui sarà raggiunto e sull'ampiezza. A seconda dei metodi predittivi utilizzati, l'attività solare toccherebbe l'apice tra la fine del 2012 e il 2013. Concentrando l'attenzione sul metodo regressivo McNish-Lincoln in uso alla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), calcolato a partire dall'SSN (Smoothed sunspot number) del maggio 2009 (2,3), la progressione risulta la seguente:
marzo 2010 11,9
marzo 2011 42,4
marzo 2012 69,6
marzo 2013 83,3 presunto massimo matematico del ciclo 24

Una breve spiegazione prima di procedere. L'SSN è la media delle macchie mensili (gli RI) derivata dall'anno trascorso; il dato di novembre viene sommato a quelli precedenti (risalendo sino al novembre 2008) e permette così di calcolare l'SSN di maggio (il punto medio che ne risulta è infatti di sei mesi prima; col dato del prossimo dicembre dunque, sarà noto l'SSN di giugno, e così via). Il massimo di ogni ciclo (come il minimo) viene perciò determinato non sulla base del singolo mese, bensì sul valore dell'SSN: che, in questo modo, diviene un indicatore molto più aderente al trend dell'attività solare. Il numero che indica il massimo è, in sostanza, la media giornaliera delle macchie registrate, che in questo modo permette di avere una dimensione del fenomeno, fissando anche il punto di svolta del ciclo.

Se le previsioni della NOAA saranno rispettate, sarebbe la prima volta dal ciclo 16 (1923-'33) che l'SSN non arriverebbe al valore 100. Ciò rappresenterebbe un evento di capitale importanza rispetto al XX secolo, poiché sancirebbe la chiusura di quello che è stato definito Modern Solar Maximum. Le differenze fra il massimo previsto del ciclo 24 e i precedenti si possono apprezzare nel quadro seguente (tra parentesi, il mese e l'anno matematico dei massimi, lievemente sfasati rispetto alla data stabilita dall'International consensus):
ciclo 17 (04.1937) 119,2
ciclo 18 (05.1947) 151,8
ciclo 19 (03.1958) 201,3
ciclo 20 (11.1968) 110,6
ciclo 21 (12.1979) 164,5
ciclo 22 (07.1989) 158,5
ciclo 23 (04.2000) 120,8

Cosa significa tutto questo? Se è vero che l'energia ricevuta dalla Terra è direttamente proporzionale all'attività solare, più basso è l'SSN, minore sarà il contributo. Questa idea va sotto il nome di RC Theory (Theory of Relational Cycles of Solar Activity). Sviluppata nella primavera 2007 da John Casey, ex consulente di politica spaziale per la Casa Bianca e ora direttore dello SSRC (Space and Science Research Center), prospetta un'ibernazione solare, ovvero una fase di profonda quiescenza, somigliante al Minimo di Maunder (1645-1715), i cui prodromi sarebbero da rintracciare nel prolungato trapasso dei cicli 23/24 e che, col ciclo 25 (dal 2019 circa), entrerebbe nel pieno sviluppo. L'RC Theory si basa sugli scenari formulati da alcuni scienziati di varie discipline per gli anni a venire, le cui proiezioni, oltre a un Sole più quieto, mostrano soprattutto una riduzione delle temperature terrestri di 1-1,5 °C fra il 2020 e il 2050.

Va detto che l'RC Theory è, nei suoi presupposti concettuali, speculare alla teoria del Riscaldamento globale sostenuta dall'IPCC, poiché concentra l'allarme su un cambiamento climatico con «conseguenze potenzialmente gravi per l'agricoltura del mondo, i sistemi sociali ed economici»: insomma, cambia il segno, ma le visioni catastrofiste rimangono le stesse. Va comunque aggiunto che il Sole per ora non mostra alcun comportamento fuori dall'ordinario: l'attività è simile a quella che si riscontrò durante il Minimo di Damon (1856-1913), cosa che non autorizza in alcun modo confronti con periodi di quiescenza più accentuati. Insomma, scomodare il Minimo di Maunder appare quantomeno azzardato.

Stefano Di Battista

Ultimo aggiornamento ( venerd́ 01 gennaio 2010 )
 
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