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Report ghiacci polari PDF Stampa

Attraverso i seguenti links è possibile osservare in diretta lo stato dei ghiacci artici.

http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/

http://www.ijis.iarc.uaf.edu/seaice/extent/AMSRE_Sea_Ice_Extent.png

Report ghiacci polari 2010
L'espansione dei ghiacci polari è una realta facile da dimostrare, ma che viene puntualmente capovolta dai media di tutto il mondo.

Picco record del ghiaccio Antartico marino: il terzo più alto da quando

esistono le rilevazioni satellitari...

Mentre tutti stanno guardando l'artico con intenso interesse, il gemello bipolare continua amantenere una massa di ghiaccio che mantiene l'equilibrio globale dei ghiacci marini vicino al normale. Non si vede alcuna menzione di questo nei mezzi di comunicazione sull'estensione record dei ghiacci marini Antartici...

 

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L'area della banchisa artica è sopra la media!

L'area dei ghiacci marini artici secondo l'Arctic Roos dopo molti anni sale sopra la media degli anni 1979-2006, da quando cioè sono iniziate le rilevazioni satellitari. Da cosa dipende la differenza con i dati dell'NSDIC?

immagine articolo 17773

Cliccando sull'immagine avrete la possibilità di osservare il grafico dell'Artic Roos con l'attuale situazione della banchisa artica riguardo l'area.
Immagine tratta da http://arctic-roos.org/observations/satellite-data/sea-ice/.

 11-04-2010 ore 20:42

Continua a far scalpore l'attuale situazione dei ghiacci marini artici.
Stando ai dati dell'NSIDCArctic Roos, l'attuale estensione è in media. Ma le buone notizie per l'Artico non finiscono qui.
Perché se andiamo ad analizzare i dati dell'area, allora addirittura troveremo che attualmente essa è sopra media. Urge però dapprima un chiarimento di ciò che si intende per estensione e ciò che si intende per area. Molto semplicemente lo studio satellitare avviene dividendo la banchisa polare in tante celle di circa 25 km di risoluzione di griglia: quando queste celle hanno una copertura di ghiaccio almeno del 15% vengono conteggiate come ghiacciate. La somma di tutte le celle con almeno il 15% di copertura di ghiaccio forma l'estensione della banchisa polare. Invece per l'area si moltiplica la somma delle superfici con copertura uguale o superiore al 15% per la concentrazione di ghiaccio in esse presente. Ovvio che l'area risulterà sempre inferiore alla estensione, in quanto tiene conto della concentrazione del ghiaccio e quindi indirettamente del volume.

Ebbene, come possiamo osservare nel grafico tratto appunto dall'Arctic Roos, in questo periodo l'area della banchisa artica è leggermente al di sopra della media storica. Un risultato davvero importante se si tiene conto delle enormi difficoltà a cui è andata incontro la banchisa polare negli ultimi anni, fino al grande minimo del settembre 2007.

Ora non ci resta che stare ad osservare come evolverà la situazione, dopo che è iniziata da qualche giorno la fase di fusione dei ghiacci che giungerà al minimo durante l'estate.

L'Artico si riporta in media!

Erano diversi anni che non accadeva: la banchisa artica si riporta in prossimità della media sia in estensione che in area. Quali le riflessioni su questo avvenimento?

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Nel grafico potete osservare la crescita della banchisa artica che è giunta a toccare la linea grigia che rappresenta la media storica (notate la freccia). Immagine tratta da http://nsidc.org/arcticseaicenews/.

Aldo Meschiari: 04-04-2010 ore 21:15

Avevamo già sottolineato l'incredibile crescita della banchisa artica in questa fase della stagione, quando normalmente il picco in estensione dovrebbe essere già stato raggiunto (mese di marzo) e dovrebbe quindi iniziare la lenta fase di fusione che porterà i ghiacci marini artici verso i minimi estivi. Invece, con un colpo di reni inatteso, la banchisa artica ha ritoccato il massimo del 2010 portandolo dai precedenti 14,375 milioni di km2 dell'8 marzo ai 14,405 milioni di Km2 del 30 marzo.

Ma la cosa davvero interessante è che i ghiacci marini artici si sono praticamente riportati in prossimità dalla media storica, che riguarda il periodo del monitoraggio satellitare 1979-2000: siamo a meno di 100.000 km2 dalla media.

                                           Contro le leggi della fisica

L'arroganza di molti scienziati che, probabilmente, inseguono facile notorietà e facili guadagni, si scontra con le leggi della normale fisica. Loro, come è stato provato, modificano i dati delle rilevazioni, i grafici termici del pianeta, rilevano temperature nei centri abitati, fanno politica, ecc.... Ma hanno dimenticato, da "buoni scienziati",che l'acqua congela a zero gradi e non è facile far credere che, la temperatura stia aumentando, in contemporanea all'aumento dell'estensione dei ghiacci polari, i quali si trovano in ottima salute, come l'antartide, da sempre e l'artico che, ha recuperato, in soli tre anni tutto quello che aveva perso in un trentennio. Probabilmente, cercheranno di dimostrare che, per qualche fenomeno sconosciuto, l'acqua solidifica anche a temperature superiori allo zero.

    Gela  05/04/10 Enzo Giudice

 

Il ghiaccio antartico sta aumentando nonostante quello che, la maggior parte dell’incessante informazione dei media, ci propina, mentre i ghiacci dell’artico stanno quasi raggiungendo la media trentennale, ma è molto vicino, dopo lo storico minimo del 2007.

Antartide al setaccio: inverno australe contraddittorio ma ghiacci in ottima salute
Abbiamo analizzato a fondo i dati satellitari per capire che inverno è stato laggiù, da dove ogni tanto trapela qualche notizia allarmante relativa a crolli e a situazioni poco rassicuranti sulla salute della banchisa. Ne abbiamo ricavato un quadro più che soddisfacente.
Clicca l'immagine per ingrandirla

L'estensione dei ghiacci antartici elaborata dall'Università del Colorado (NSIDC): il bordo irregolare di colore arancio delimita l'estensione media riferita a ventennio 1979-2000. Inequivocabili e ben visibili i frequenti sforamenti.
La lunga notte antartica sta per lasciare spazio alle prime luci dell'alba settembrina. La stratosfera, con tutte le sue reazioni a questo albeggiare, sta già organizzandosi a produrre il famoso e consueto "buco" dell'ozono. Insomma, il grande inverno australe è ormai alle spalle e, pur se ancora un po' presto, è giunto il tempo dei primi bilanci.

Dal punto di vista climatico è stato un inverno molto controverso quello trascorso sul Continente di ghiaccio. Il vortice polare antartico è risultato spesso molto disturbato, con le sue lingue fredde che, anzichè concentrarsi sul grande pleteau ghiacciato, hanno preferito allungarsi ad accarezzare latitudini meno esasperate.

L'estremo sud America ha risentito in primis di queste alterne frustate di gelo, mentre l'Antartide, spazzato da una ventilazione più frequente del normale e da un frequente ricambio d'aria, ha mancato di inanellare alcuni record del freddo, solitamente conseguenti a periodi di calma contraddistinti da potenti inversioni termiche, caratteristiche soprattutto di alcuni settori continentali.

Ebbene, nonostante questo saliscendi atmosferico, l'estensione e la concentrazione dei ghiacci marini disposti attorno al Continente sta mostrando di attraversare una fase di buona se non ottima salute. Nessun deficit, nessun ammanco di ghiaccio sia dal punto di vista dell'estensione che dal punto di vista dell'area totale.

Pur essendo i dati elaborati dai diversi enti di ricerca, piuttosto differenti a causa del diverso metro di calcolo approssimativo delle superfici totali, la media complessiva risulta confermare un trend di crescita di circa lo 0,4% per decade. L'estensione massima calcolata dallo NSIDC, il National Snow and Ice Data Center dell'Università del Colorado, ammonta a 18,1 milioni di kmq.

Per avere un termine di paragone si pensi che, rispetto al 9 settembre del 2008, si contano circa 350 mila kmq in più di ghiaccio, rispetto al 1989 quasi un milione di kmq e, rispetto al 1979, mezzo milione di kmq. Contrariamente a quanto avviene sull'Artico infatti, l'Antartide ha manifestato un'ottima tolleranza a global warming, significando dunque che, come già detto su queste pagine in più occasioni, le conseguenze di questo riscaldamento in atto non sono poi così globali.

Per farci un'ulteriore idea del trend in atto, prendiamo la media degli ultimi 30 anni; ebbene, pensate che nel 1980, rispetto a questa media, mancavano all'appello 1 milione e 750 mila kmq, nel 1981 900 mila kmq, nel 1984 950 mila kmq, nel 1986 1 milione e 350 mila kmq, nel 1988 1 milione e 300 mila kmq. Tra i deficit del nuovo millennio ricordiamo invece l'ammanco di 1 milione di kmq nel 2002, quello di 850 mila kmq nell'estate del 2003 (dopo un inverno molto positivo) e quello di circa 870 mila kmq del 2007.

Per contro, sempre rispetto al trend medio compreso tra il 1979 e il 2009, i valori che hanno superato di 1 milione di kmq la media trentennale prima menzionata sono stati 2 negli anni '80 (1985 e 1989), 2 anche negli anni '90 (1995 e 1996), e ben 4 nel 2000, escludendo naturalmente il 2010 ancora da venire (2003, 2004, 2008 e 2009). Nel 2008 fu toccato anche il record assoluto di anomalia positiva dell'estensione della banchisa, evento mai avvenuto negli ultimi 30 anni, con un bel + 1,9 milioni di kmq.

 

Quando i media svolgono un pessimo ruolo nell'informare i cittadini.

 

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Aldo Meschiari: 26-03-2008 ore 21:54

Estrema temerità mi è parsa sempre quella di coloro che voglion far la capacità umana misura di quanto possa e sappia operar la natura, dove che, all'incontro, e' non è effetto alcuno in natura, per minimo che e' sia, all'intera cognizion del quale possano arrivare i più specolativi ingegni. Questa così vana prosunzione d'intendere il tutto non può aver principio da altro che dal non avere inteso mai nulla, perché, quando altri avesse esperimentato una volta sola a intender perfettamente una sola cosa ed avesse gustato veramente come è fatto il sapere, conoscerebbe come dell'infinità dell'altre conclusioni niuna ne intende.
Galileo Galilei

Iniziare con questa citazione di Galilei è d'obbligo.
Quest'inverno ha infatti dimostrato inequivocabilmente che i mezzi di informazione sono generalmente poco attendibili in materia di clima. Non che lo siano molto di più nelle altre materie, intendiamoci. Ma arrivare a tacere certe informazioni e a sottolineare in modo continuo altre non è certo il massimo della deontologia che dovrebbe regolare l'informazione. Voglio poi soprassedere sull'etica scientifica di certi climatologi, sempre più numerosi, che arrivano alla ribalta mediatica recitando sempre la medesima litania.Galilei dice chiaramente che è veramente arrogante da parte dell'uomo, e soprattutto dello scienziato, pensare di poter comprendere tutto riguardo alla natura. La ritiene come uno dei segni di massima stupidità o più spesso scorrettezza. Dice inoltre che se qualcuno ha sperimentato una sola volta quanto sia complessa la conoscenza anche di una sola cosa, allora si renderebbe conto che riguardo ai fenomeni naturali, ed ancora più riguardo a quelli complessi come quelli climatici, bisognerebbe essere molto prudenti. Invece si sentono dai media solo sicurezze, solo certezze, solo scenari già determinati. Si tace sul fatto che questi scenari climatici siano ottenuti tramite modelli simulativi che per ora hanno un tasso di errore enorme, ben superiore al 100%. Chi si fiderebbe di una previsione che avesse una probabilità di sbagliare superiore al 100%?

Ma riesco anche a pensare che se vogliamo affrontare i problemi, anzi, meglio, se vogliamo conoscere i problemi correttamente, prima di tutto sia necessario riportare i fatti in modo oggettivo. Perché, se si è convinti di una teoria, contraffare i dati? Nasconderne alcuni, amplificarne altri? Gli scienziati, gli ambientalisti, i media pensano forse che siamo così stupidi da non riuscire a comprenderne l'importanza e la gravità senza la loro personale e soggettiva interpretazione? Come dei bambini a cui vanno nascoste certe tragiche verità per non turbarli?

Un iceberg dalle enormi dimensioni si è staccato dalla Penisola antartica, una delle aree del pianeta più soggette al riscaldamento negli ultimi anni. Una notizia certamente importante, forse anche allarmante. Dico forse perché molte sono le teorie su cosa stia accadendo in Antartide. Intanto bisognerebbe partire da una certezza: i ghiacci marini antartici stanno aumentando già da molti anni, toccando record mai raggiunti. L'Antartide è il luogo più freddo della Terra, e spesso la massa ghiacciata è posizionata ad altezze che arrivano anche a 3000 metri. Nulla si può sciogliere quando la temperatura rimane costantemente alcune decine di gradi sotto lo zero.Ma la cosa che fa pensare, e devo dire anche arrabbiare, è che è stato praticamente taciuto che questo inverno è stato uno dei più freddi degli ultimi anni a livello globale. Dopo il minimo raggiunto in settembre 2007, i ghiacci marini artici hanno ripreso diverse milioni di kmq, tanto da riportarsi a solo mezzo milione dalla norma. Tutte le rilevazioni satellitari confermano che questo trimestre invernale ha fatto segnare una anomalia termica negativa globale pari a -0,1°C, rispetto alla media trentennale dei rilevamenti satellitari 1979-2008. Da sottolineare inoltre che contemporaneamente al minimo estivo dei ghiacci artici vi era stato il record di estensione dei ghiacci antartici, passato totalmente sotto silenzio. Anche i dati terrestri confermano che l'inverno appena finito è stato uno dei più freddi degli ultimi 15/20 anni. Ciò rappresenta un dato, inoppugnabile. Forse fra qualche mese torneremo a misurare temperature elevatissime, ma perché tacere questo rallentamento del Global Warming? Non è forse una notizia altrettanto importante quanto quella del distacco dell'enorme iceberg antartico?
Non per tutti, a quanto sembra.

da  http://www.wpsmeteo.it/index.php?ind=news&op=news_show_single&ide=616

                In un anno la temperatura del pianeta è diminuita di circa 0.4 gradi

Nonostante la temperatura media del pianeta sia diminuita di circa 0.4 gradi in un anno, le principali fonti dell'informazione continuano a diffondere notizie catastrofiche sul GW (riscaldamento goblale). Un calo così repentino e importante non si era mai verificato negli ultimi decenni e molti studiosi sostengono che tale diminuzione è collegata all'attività del Sole, la quale è al suo minimo storico. Addirittura l'inizio del 24° ciclo solare  è in ritardo di circa un anno. Ovviamente, leggere certi articoli, mi lascia esterefatto per diversi motivi: uno è la confusione che si fa tra la meteorologia e i cambiamenti climatici, dovuti a fattori esterni al pianeta, un altro è la tendenza di collegare tutti gli eventi naturali estremi  all'azione antropica, come causa dell'effetto serra e degli effetti collegati ad esso. Personalmente, da diversi anni, ho sempre espresso molte perplessità sulla natura antropica del GW, in quanto l'aumento termico è possibile correlarlo ad eventi naturali, che sono sempre esistiti in passato e che esisteranno in futuro ( moti millenari, attività ciclica del Sole, eruzioni vulcaniche, ecc..). L'unica cosa che mi auguro, è che questo scempio giornalistico sull'effeto serra finisca al più presto, per come è successo con il buco dell'ozono  negli anni novanta e con la questione sulla siccità che doveva trasformare la nostra Isola in un deserto entro il duemila (teoria in voga negli anni ottanta).

Il grafico che segue mostra l'andamento termico della temperatura globale negli ultimi 20 anni. Dal grafico si evince che negli ultimi 18 mesi la temperatura del pianeta è scesa di circa 0,5 gradi, riportandosi all'interno dei valori medi. Da notare che il tutto sta accadendo in concomitanza con il nuovo minimo solare.

Nei grafici termici di seguito riportati, si nota benissimo la tendenza verso il basso della temperatura del pianeta negli  ultimi millenni fino ad oggi e nonostante il rialzo termico del ventesimo secolo, si evince bene che ci troviamo nella norma o addirittura al di sotto di essa.

da http://www.elicriso.it/it/clima_ambiente/clima_1000_1900/

 

APPENDICE:  Variazioni dell’attività solare

Vengono di seguito riportate, in ordine cronologico, le variazioni più importanti dell’attività solare registrate negli ultimi mille anni:

Da notare la correlazione con il grafico termico sopra riportato,

Minimo di Oort

dal 1040 al 1080

Massimo termico medioevale

dal 1100 al 1250

Minimo di Wolf

dal 1280 al 1350

Minimo di Spoerer

dal 1450 al 1550

Minimo di Maunder

dal 1645 al 1715

Minimo di Dalton

dal 1790 al 1820

Massimo dell'era moderna                         

dal 1840 al 2003

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 04 luglio 2010 )
 
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